Il Ministero del Commercio Turco ha avviato un rilevante inasprimento del sistema di controllo delle importazioni attraverso il potenziamento della piattaforma elettronica TAREKS, strumento centrale per la verifica della sicurezza, della conformità tecnica e della rispondenza normativa dei prodotti immessi sul mercato turco.
In tale contesto si inserisce il Comunicato n. 2026/32, che introduce nuove e più stringenti disposizioni applicabili all’importazione di macchinari, impianti e attrezzature industriali, con effetti diretti sui processi di accesso al mercato e sulle tempistiche di sdoganamento. La normativa mira a rafforzare il presidio preventivo delle autorità turche sui prodotti ad elevato contenuto tecnico, in linea con una strategia di tutela del mercato interno e di allineamento agli standard di sicurezza nazionali.
Le principali novità introdotte riguardano l’estensione degli obblighi documentali: gli operatori sono tenuti a predisporre un dossier tecnico strutturato, che può includere dichiarazioni di conformità, certificazioni, manuali tecnici, schede prodotto e ulteriori evidenze richieste dall’autorità competente. Inoltre viene richiesto un permesso preventivo all’importazione: per determinate categorie di macchinari, l’importazione è subordinata al rilascio di un’autorizzazione preventiva, ottenibile esclusivamente tramite caricamento e validazione della documentazione sul portale TAREKS. Infine è stato introdotto un controllo ex ante rafforzato: il sistema consente alle autorità di effettuare verifiche documentali approfondite prima dell’arrivo della merce, con la possibilità di richiedere integrazioni o chiarimenti, incidendo sui tempi di rilascio dell’autorizzazione.
All’ esito positivo della procedura, viene rilasciato un numero TAREKS univoco a 23 cifre, con validità annuale, che rappresenta un requisito imprescindibile per il completamento delle operazioni di sdoganamento. In assenza di tale codice, la merce non può essere immessa in libera pratica.
L’aggiornamento normativo comporta un aumento significativo del livello di compliance richiesto e rende necessario un approccio più strutturato alla gestione dell’export verso la Turchia. In particolare, le imprese sono chiamate a integrare la verifica dei requisiti TAREKS già in fase di offerta commerciale e contrattualizzazione, assicurare la coerenza tecnica e normativa della documentazione rispetto alle specifiche turche, pianificare con maggiore anticipo le spedizioni, tenendo conto dei possibili tempi di istruttoria, rafforzare il coordinamento con l’importatore locale, che rimane parte attiva nella gestione della procedura sul portale.
Il rafforzamento del sistema TAREKS conferma l’orientamento della Turchia verso un modello di controllo preventivo delle importazioni sempre più selettivo, con un impatto diretto sulla competitività delle imprese estere meno strutturate sotto il profilo tecnico-documentale. Per contro, le aziende in grado di adeguarsi rapidamente ai nuovi requisiti possono trasformare l’adempimento normativo in un vantaggio competitivo, riducendo il rischio di blocchi doganali e ritardi nella consegna.
Per informazioni e dettagli vi invitiamo a contattare il nostro Ufficio dedicato all’Internazionalizzazione ai seguenti recapiti: 031 316.248 – internazionalizzazione@confartigianatocomo.it
Il Ministero del Commercio Turco ha avviato un rilevante inasprimento del sistema di controllo delle importazioni attraverso il potenziamento della piattaforma elettronica TAREKS, strumento centrale per la verifica della sicurezza, della conformità tecnica e della rispondenza normativa dei prodotti immessi sul mercato turco.
In tale contesto si inserisce il Comunicato n. 2026/32, che introduce nuove e più stringenti disposizioni applicabili all’importazione di macchinari, impianti e attrezzature industriali, con effetti diretti sui processi di accesso al mercato e sulle tempistiche di sdoganamento. La normativa mira a rafforzare il presidio preventivo delle autorità turche sui prodotti ad elevato contenuto tecnico, in linea con una strategia di tutela del mercato interno e di allineamento agli standard di sicurezza nazionali.
Le principali novità introdotte riguardano l’estensione degli obblighi documentali: gli operatori sono tenuti a predisporre un dossier tecnico strutturato, che può includere dichiarazioni di conformità, certificazioni, manuali tecnici, schede prodotto e ulteriori evidenze richieste dall’autorità competente. Inoltre viene richiesto un permesso preventivo all’importazione: per determinate categorie di macchinari, l’importazione è subordinata al rilascio di un’autorizzazione preventiva, ottenibile esclusivamente tramite caricamento e validazione della documentazione sul portale TAREKS. Infine è stato introdotto un controllo ex ante rafforzato: il sistema consente alle autorità di effettuare verifiche documentali approfondite prima dell’arrivo della merce, con la possibilità di richiedere integrazioni o chiarimenti, incidendo sui tempi di rilascio dell’autorizzazione.
All’ esito positivo della procedura, viene rilasciato un numero TAREKS univoco a 23 cifre, con validità annuale, che rappresenta un requisito imprescindibile per il completamento delle operazioni di sdoganamento. In assenza di tale codice, la merce non può essere immessa in libera pratica.
L’aggiornamento normativo comporta un aumento significativo del livello di compliance richiesto e rende necessario un approccio più strutturato alla gestione dell’export verso la Turchia. In particolare, le imprese sono chiamate a integrare la verifica dei requisiti TAREKS già in fase di offerta commerciale e contrattualizzazione, assicurare la coerenza tecnica e normativa della documentazione rispetto alle specifiche turche, pianificare con maggiore anticipo le spedizioni, tenendo conto dei possibili tempi di istruttoria, rafforzare il coordinamento con l’importatore locale, che rimane parte attiva nella gestione della procedura sul portale.
Il rafforzamento del sistema TAREKS conferma l’orientamento della Turchia verso un modello di controllo preventivo delle importazioni sempre più selettivo, con un impatto diretto sulla competitività delle imprese estere meno strutturate sotto il profilo tecnico-documentale. Per contro, le aziende in grado di adeguarsi rapidamente ai nuovi requisiti possono trasformare l’adempimento normativo in un vantaggio competitivo, riducendo il rischio di blocchi doganali e ritardi nella consegna.
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