L’accordo UE–Mercosur entra in applicazione provvisoria dal 1° maggio 2026 nell’ambito dell’Interim Trade Agreement (ITA), configurandosi come un’iniziativa di liberalizzazione commerciale su base interregionale tra Unione europea e Paesi Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay), per un mercato complessivo stimato in circa 720 milioni di consumatori e circa il 20% del PIL mondiale. L’intesa prevede la progressiva eliminazione di circa il 90–91% delle tariffe doganali sull’interscambio, con un grado di liberalizzazione differenziato: fino al 95% delle esportazioni Mercosur verso UE e circa 91% delle esportazioni UE verso Mercosur, secondo un cronoprogramma di attuazione variabile (circa 10 anni per UE e fino a 15 anni per Mercosur).
Dal punto di vista dell’export europeo, l’accordo incide in modo significativo su settori industriali ad alta intensità tecnologica e manifatturiera, con riduzione progressiva di barriere tariffarie storicamente elevate nei comparti automotive (fino al 35%), componentistica, macchinari e beni strumentali, chimica e farmaceutica (fino a 14–18% a seconda dei mercati), nonché beni di consumo e sistema moda. Parallelamente, il Mercosur ottiene un ampliamento dell’accesso al mercato UE per prodotti agroalimentari e materie prime agricole (tra cui carne bovina, pollame e zucchero), regolato tramite contingenti tariffari e meccanismi di riduzione progressiva dei dazi.
Elemento strutturale dell’accordo è la tutela di circa 340–344 indicazioni geografiche europee (di cui 57 italiane), rilevante per la protezione dei prodotti DOP/IGP nei mercati extra-UE e per il contrasto ai fenomeni di Italian sounding, con impatto diretto sui settori agroalimentare e vitivinicolo.
L’impianto include inoltre clausole di salvaguardia attivabili in caso di perturbazioni di mercato su prodotti sensibili, con particolare riferimento al comparto agricolo, e meccanismi di monitoraggio dell’effettiva conformità agli standard UE in materia di sicurezza alimentare, ambiente e lavoro. Permangono tuttavia elementi di rischio sistemico legati alla coerenza del blocco Mercosur, anche in relazione a possibili accordi bilaterali extra-regime (es. intese Argentina–USA), che potrebbero incidere sulla stabilità dell’architettura commerciale comune.
Nel complesso, l’accordo è qualificabile come strumento di rafforzamento della prevedibilità regolatoria e dell’accesso ai mercati extra-UE, con impatti attesi positivi sulla proiezione internazionale delle PMI europee esportatrici, in particolare nei settori manifatturieri, impiantistici e agroalimentari a maggiore valore aggiunto, e con effetti indiretti sull’approvvigionamento di materie prime strategiche per la transizione industriale ed energetica.
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