CAM EDILIZIA 2026: GUIDA OPERATIVA PER LE IMPRESE DI COSTRUZIONI E IMPIANTI
Il Settore delle Costruzioni e dell`Impiantistica vive una fase di profonda trasformazione operativa a seguito dell`entrata in vigore del D.M. 24 novembre 2025, che ha sancito l`aggiornamento definitivo dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l`edilizia (entrata in vigore: 2 febbraio 2026). Per un`impresa, interpretare correttamente questi criteri non è più solo una questione di sostenibilità, ma un requisito fondamentale per la partecipazione alle gare e per la conformità normativa.
COSA È CAMBIATO DAL 2026
L`aggiornamento normativo ha segnato il passaggio da una sostenibilità basata su autocertificazioni a una basata su dati tecnici certificati.
- Fine delle autodichiarazioni: Per i prodotti (isolanti, infissi, materiali lignei), non sono più sufficienti le autodichiarazioni di parte (ISO 14021). Sono obbligatorie certificazioni di terza parte (es. EPD - Dichiarazione Ambientale di Prodotto, ReMade in Italy).
- Digitalizzazione spinta: Il Building Information Modeling (BIM) diventa lo standard operativo per la gestione dei dati ambientali dell`opera, rendendo tracciabile l`impronta di carbonio di ogni componente.
- Circolarità reale: Il nuovo CAM impone una pianificazione della `decostruzione` già in fase di progetto. L`impresa deve garantire la separazione dei materiali per il loro futuro riciclo.
PUBBLICO VS PRIVATO: L`APPLICABILITÀ DELL`OBBLIGO
La distinzione tra appalti pubblici e privati rimane netta, ma con aree di sovrapposizione in espansione.
1. Appalti Pubblici (Obbligo Integrale)
Ai sensi dell`art. 57 del D.Lgs. 36/2023, l`applicazione dei CAM è sempre obbligatoria per le stazioni appaltanti.
- Per l`impresa: La conformità ai CAM non è opzionale. Ogni gara d`appalto contiene specifiche tecniche che, se non rispettate, portano all`esclusione immediata o alla rescissione contrattuale. Non esiste soglia di importo sotto la quale i CAM siano derogabili.
2. Appalti Privati (Obbligo Condizionato)
Nel settore privato l`applicazione dei CAM rimane volontaria, salvo due eccezioni cruciali:
- Incentivi fiscali: Molte detrazioni edilizie (Ecobonus, Sisma Bonus, ecc.) richiedono, come requisito tecnico per l`accesso al beneficio, che i materiali utilizzati siano conformi ai CAM (specialmente per isolanti termici e serramenti).
- Protocolli di certificazione: Se il committente richiede la certificazione dell`edificio secondo standard internazionali (LEED, BREEAM) o nazionali (ITACA), il rispetto dei CAM diventa un prerequisito contrattuale vincolante per l`impresa.
Il nuovo scenario normativo impone cambiamenti specifici per le maestranze specializzate.
EDILIZIA (Strutture e Involucro)
Per le imprese di costruzioni generali, il nuovo CAM 2026 sposta il baricentro dalla semplice `esecuzione` alla `gestione circolare`. Il requisito cardine è il Piano di Gestione dei Rifiuti di Cantiere, che non è più una formalità burocratica, ma un vincolo progettuale.
- Demolizione Selettiva: È obbligatorio pianificare la dismissione delle strutture esistenti. L`impresa deve garantire che almeno il 70% (in peso) dei rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione sia avviato al riutilizzo o al riciclo. Non è più ammesso lo smaltimento indifferenziato.
- Materiali da Costruzione: Viene imposta una quota minima di materia riciclata (es. aggregati riciclati nel calcestruzzo o laterizi). L`impresa deve essere in grado di fornire le EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) per ogni materiale critico utilizzato, escludendo l`uso di prodotti privi di tracciabilità.
- Riduzione Impatti: Il cantiere deve minimizzare le emissioni di polveri e il disturbo acustico, utilizzando macchinari a basse emissioni e monitorando costantemente la qualità dell`aria in prossimità delle aree abitate.
IMPIANTI (MEP, HVAC, Elettrico)
Per gli impiantisti, la sfida dei CAM 2026 risiede nell`integrazione tecnologica e nella `disassemblabilità` degli impianti. L`obiettivo è garantire che l`edificio sia un organismo a energia quasi zero (NZEB) gestibile nel tempo.
- Manutenibilità Progettata: Gli impianti devono essere installati in modo da essere facilmente accessibili e riparabili. Il progetto esecutivo deve prevedere schemi di manutenzione che evitino la necessità di demolire parti strutturali per interventi ordinari.
- Efficienza e Disassemblaggio: Tutti i componenti (tubazioni, cavi, terminali) devono essere scelti in base alla facilità di smontaggio a fine vita. È vietato l`uso di adesivi permanenti che rendano impossibile il recupero dei materiali (es. rame, alluminio) durante la futura manutenzione o smantellamento.
- Digitalizzazione (BIM): Gli impiantisti sono tenuti a popolare il modello BIM con i dati tecnici dei macchinari (pompe di calore, ventilazione meccanica, quadri elettrici). Questo database digitale è indispensabile per la certificazione energetica finale e per la consegna al committente del `manuale d`uso e manutenzione ambientale` dell`impianto.
- Gas Refrigeranti: In linea con il nuovo Regolamento F-Gas (UE) 2024/573, l`uso di refrigeranti con elevato potenziale di riscaldamento globale (GWP) è fortemente limitato o bandito, imponendo l`uso di alternative naturali o a basso impatto.
SERRAMENTI
La conformità non riguarda più solo le prestazioni energetiche (trasmittanza termica). Il nuovo CAM 2026 richiede:
- Materiali riciclati: Certificazione della percentuale di materia prima seconda nel telaio (alluminio, PVC, legno).
- Gestione fine vita: Obbligo di fornire schede di disassemblaggio che spieghino come rimuovere il serramento e differenziare vetro, metallo e guarnizioni a fine ciclo di vita.
- Sostanze tossiche: Divieto assoluto di utilizzo di additivi o trattamenti superficiali (vernici, resine) contenenti sostanze altamente preoccupanti (SVHC) oltre lo 0,1%.
CARPENTERIA
L`uso del legno è fortemente incentivato, ma con vincoli stringenti:
- Catena di custodia: L`obbligo di provenienza da foreste gestite in modo sostenibile (FSC o PEFC) è ora verificato rigorosamente attraverso la tracciabilità della documentazione di acquisto.
- Contenuto di riciclato: I pannelli a base legno (truciolari, MDF) devono contenere una quota minima prescritta di materiale riciclato o di recupero, attestata da certificazioni di filiera.
- Formaldeide: Rispetto rigoroso dei limiti di emissione, spesso più restrittivi di quelli di legge ordinari, per garantire la salubrità degli ambienti interni.
RACCOMANDAZIONI PER LE IMPRESE
Per affrontare il nuovo quadro normativo, le imprese associate devono:
- Verificare la Supply Chain: Richiedere preventivamente ai fornitori le EPD (Environmental Product Declaration) aggiornate per ogni materiale di consumo critico.
- Digitalizzare la documentazione: Organizzare un archivio digitale dei certificati di prodotto, indispensabile in fase di rendicontazione dei lavori (specialmente nei cantieri PNRR).
- Formazione: Assicurarsi che il personale di cantiere sia formato sulle procedure di gestione rifiuti previste dal nuovo `Piano di gestione di cantiere`, che è parte integrante della documentazione di gara.

A cura di Colombini Federica
Vice Segretario Generale