Il Green Deal europeo è un ambizioso programma di crescita, che è stato approvato dalla Commissione Europea nel 2019 e comprende un insieme di iniziative politiche e di attività strategiche per raggiungere gli obiettivi della transizione verde. Gli obiettivi climatici dell’Unione Europea prevedono di migliorare l`efficienza energetica dell`11,7% e iniziare la decarbonizzazione del sistema energetico, riducendo le emissioni del 55% entro il 2030, per poi conseguire la neutralità climatica entro il 2050.
Il Green Deal europeo si articola su 3 assi di sviluppo per la transizione verso l`energia pulita, che contribuiranno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a migliorare la qualità della vita: 1) garantire un approvvigionamento energetico sicuro ed a prezzi accessibili 2) sviluppare un mercato dell`energia pienamente integrato, interconnesso e digitalizzato 3) dare la priorità all`efficienza energetica e potenziare un settore energetico basato, in larga misura sulle fonti rinnovabili, in virtù di investimenti massicci in tecnologie pulite, reti intelligenti e progetti di ricerca e sviluppo, per garantire una produzione e un consumo energetico sostenibili. L’intento del Green Deal è quindi quello di coniugare la crescita economica con la riduzione dell’impatto ambientale, creando un equilibrio sostenibile. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili sono traguardi fondamentali per contrastare i cambiamenti climatici e garantire un futuro sostenibile alle generazioni future.
In questo contesto emerge l’impianto fotovoltaico, come una delle tecnologie chiave per l’efficientamento energetico e la produzione di energia pulita e rinnovabile. In estrema sintesi, grazie alla capacità di convertire la luce solare in elettricità, utilizzando le celle, i pannelli fotovoltaici offrono un’alternativa ecologica e sostenibile ai tradizionali combustibili fossili.
In un’epoca in cui la salvaguardia dell’ambiente rappresenta una priorità globale, adottare soluzioni energetiche rinnovabili non rappresenta solo una scelta economica, ma anche un impegno etico. Installare un impianto fotovoltaico in azienda, considerando che la produzione di energia tramite questo impianto non emette gas serra, permette alle imprese di ridurre la propria impronta carbonica, contribuendo attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico. Questa attenzione all’ambiente può anche migliorare l’immagine aziendale, attirando clienti e partner commerciali che condividono gli stessi valori. Gli elementi appena citati tuttavia non rappresentano l’unico vantaggio per l’impresa. Il beneficio più immediato derivante dall’installazione di un impianto fotovoltaico in azienda è la significativa riduzione delle spese che deriva dall’auto-produzione di energia solare. Un sistema ben dimensionato può ridurre le bollette elettriche in maniera importante, generando un risparmio considerevole nel lungo periodo. Inoltre occorre considerare che l’energia solare è una risorsa inesauribile e disponibile ovunque. Un altro punto di forza di questa tecnologia è la scalabilità, il fotovoltaico si adatta ad un ventaglio variegato di esigenze ed a tutti i contesti aziendali.
Alla luce di quanto appena illustrato risulta evidente che l`autoproduzione e l`autoconsumo di energia devono andare di pari passo. Produrre e consumare la propria energia può contribuire a proteggere l`ambiente ma permette anche di non dover dipendere costantemente dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia e dalle interruzioni di servizio, garantendo invece un approvvigionamento costante e la continuità operativa.
Infine, a differenza dei combustibili fossili, queste tecnologie hanno una dimensione intrinsecamente locale. La produzione di energia, infatti, è collegata alla sede degli impianti e viene utilizzata per coprire i propri consumi locali ed in questo modo, riduce la quantità di energia prelevata dalla rete nazionale.
Alla luce di quanto sopra esposto risulta pertanto evidente il motivo per cui il governo italiano, così come molte autorità locali, offrono una serie di agevolazioni (contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, interventi in conto garanzia, crediti d`imposta e incentivi fiscali) per incentivare l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nelle PMI italiane, attraverso l`installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici, che porta in ultima analisi anche ad una contestuale ottimizzazione dei consumi energetici.
In concreto, gli strumenti di incentivazione messi in campo per promuovere l`efficienza energetica sono i , che erogano contributi pubblici volti a supportare le aziende, che scelgono di ridurre il proprio impatto ambientale, passando a fonti energetiche più sostenibili. In concreto la finanza agevolata sostiene concretamente questa tipologia di investimenti e permette di superare le barriere iniziali di costo, favorendo quindi investimenti a lungo termine. Le politiche governative e gli incentivi economici giocano senza dubbio un ruolo cruciale nell’adozione e nello sviluppo del fotovoltaico.
In questo articolo, in particolare, verranno presi in esame quattro bandi attualmente fruibili per sostenere gli investimenti necessari all’istallazione degli impianti fotovoltaici e garantire un reale efficientamento energetico.
È in apertura sul territorio nazionale, entro il primo trimestre 2025, il BANDO PER IL SOSTEGNO ALL’AUTOPRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI che avrà una dotazione finanziaria pari a 320 milioni. L’incentivo consente alle PMI di ottenere un contributo a fondo perduto variabile dal 30% al 40%, in relazione alla dimensione dell’impresa, a sostegno degli investimenti in fonti rinnovabili mediante l`installazione di impianti fotovoltaici o mini eolici. Viene riconosciuto un ulteriore 30% per i sistemi di stoccaggio energetico. Le spese ammissibili sono quelle necessarie per la realizzazione di impianti solari fotovoltaici o impianti mini eolici, inclusi i costi di installazione e messa in esercizio, per l’acquisto di apparecchiature e tecnologie digitali, strettamente funzionali all’operatività degli impianti, o per l’acquisto di sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta. Anche la diagnosi energetica ex ante rientra tra i costi ammissibili.
Il progetto presentato deve avere un importo compreso tra 30.000 e 1 milione ed essere supportato da una diagnosi energetica ex-ante. In un contesto in cui la sostenibilità energetica rappresenta una priorità per le imprese, il bando sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili si pone come un’occasione concreta per migliorare l’efficienza energetica dell’azienda, ridurre i costi operativi e contribuire a un futuro più sostenibile.
La seconda opportunità è rappresentata dal FONDO PER IL SOSTEGNO ALLA TRANSIZIONE INDUSTRIALE, che con una dotazione di 400 milioni si rivolge, in tutta Italia, alle imprese di ogni dimensione, rientranti unicamente nel settore manifatturiero di cui alla sezione C dell’ATECO, che investono nella tutela ambientale. L’obiettivo è favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche UE sulla lotta ai cambiamenti climatici. Gli investimenti ammessi devono portare ad una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa oppure ad un uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime. Per gli investimenti che tendono all’efficienza energetica il contributo è pari al 30% delle spese ammissibili. Inoltre sono previste maggiorazioni del 20% per le piccole imprese, del 10% per le medie imprese, del 15% per investimenti effettuati in alcune zone specifiche indicate nel testo normativo. Inoltre il programma d’investimento può essere accompagnato da un progetto di formazione del personale.
Per quanto concerne nello specifico gli investimenti relativi all’installazione di impianti da autoproduzione, sono concesse agevolazioni pari al 45% per gli investimenti nell’autoproduzione di energia da fonti energetiche rinnovabili. In questo caso sono previste maggiorazioni del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie imprese.
La terza misura INVESTIMENTI-LINEA MICROIMPRESE ha una dotazione finanziaria di 25 milioni. Questo bando è finalizzato a sostenere gli investimenti per la realizzazione di interventi di innovazione tecnologica degli impianti e delle attrezzature da effettuare nella sede legale o operativa, con l’obiettivo ultimo di conseguire un efficientamento energetico. In questo caso, come si intuisce dal titolo, si tratta di una misura destinata unicamente alle micro imprese, ovvero aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di €. La domanda di contributo dovrà essere corredata da una relazione tecnica che dettaglia gli interventi finalizzati a conseguire un effettivo efficientamento energetico del sistema produttivo rispetto alle condizioni precedenti all’investimento. Sono ammissibili le spese per l’acquisto e l’installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature, macchine operatrici ed hardware di tipo informatico in sostituzione di quelli in uso presso la sede oggetto di intervento. Rientrano altresì le spese per l’acquisto, installazione e allacciamento alla rete di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e di inverter collegati alla sede di oggetto d’intervento, ma anche per l’acquisto e installazione di pompe di calore per la climatizzazione invernale e/o estiva degli ambienti, in sostituzione degli impianti in uso. Inoltre sono ammissibili le spese per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo dell’energia e di corpi illuminanti a LED a basso consumo, in sostituzione dell’illuminazione tradizionale esistente, l’acquisto dei sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici, del software e di licenze d’uso software, anche di tipo cloud e saas, funzionali agli interventi presentati in domanda. E’ possibile inserire nel budget di progetto anche i costi di formazione riconducibili agli interventi presentati ed infine le spese tecniche di consulenza correlate alla realizzazione dell’intervento. L’investimento minimo deve essere pari a 10.000,00 €. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo di 50.000 € per azienda. Questo bando, in sintesi, rappresenta un’occasione strategica per le aziende che vogliono accelerare la propria transizione energetica, mitigando i rischi derivanti dall’aumento dei prezzi dell`energia.
L’ultimo bando che verrà preso in considerazione è il PACCHETTO INVESTIMENTI-LINEA GREEN , il cui sportello è aperto da giugno 2023 con una dotazione complessiva di 65 milioni. Fino ad oggi sono state presentate e ammesse solo 51 domande, che hanno eroso la dotazione finanziaria disponibile solo per il 34, 81%. Questa misura è rivolta alle PMI per sostenere gli investimenti dedicati all’efficientamento energetico degli impianti produttivi per favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi, sia attraverso la riduzione dei consumi energetici sia attraverso il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra dai cicli produttivi esistenti. In dettaglio sono ammissibili le spese per macchinari, impianti di produzione, attrezzature ed hardware, impianti per la produzione di energia rinnovabili, impianti di produzione di energia termica e frigorifera e di impianti di cogenerazione trigenerazione, sistemi di accumulo dell’energia e di inverter, caldaie ad alta efficienza e sistemi di domotica, apparecchi LED a basso consumo, software licenze d’uso software, comprensivo di costi per i servizi software di tipo cloud e l’acquisizione di brevetti, le opere murarie, le opere di bonifica e impiantistica, i costi di formazione e le spese tecniche di consulenza. L’ importo minimo dell’investimento deve essere pari a 100.000 €. L’agevolazione è composta da un finanziamento, che può arrivare fino al 95% della dimensione dell’investimento, una garanzia regionale gratuita pari al 70% del valore del finanziamento di medio-lungo termine (3-6 anni) e un contributo a fondo perduto variabile dal 10% al 35% in base alla dimensione d’impresa, alla localizzazione ed al regime di aiuto applicabile. Per poter presentare domanda di ammissione anche in questo caso occorre allegare una diagnosi energetica ex-ante.
A cura di Silvestrini Barbara