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CONGIUNTURA 1° TRIMESTRE: LA MODA TRAINA IL MADE IN ITALY

Pubblicata il: 14-06-2019

Rallenta il commercio internazionale. Le ultime previsioni della Commissione europea ritoccano al ribasso di 0,8 punti la crescita dell’export mondiale di beni e servizi espresso in volume che si ferma al 2,9%. Per quest’anno si attende una crescita delle esportazioni dell’Italia pari al +2,0%, in linea con la media dell’Eurozona dietro a Francia con il +2,9% e Spagna con il +2,1%, mentre la crescita dell’export della Germania appare in forte rallentamento, segnando un limitato +0,7%. Preoccupa la frenata della manifattura in Germania, evidenziata in una nostra recente analisi.Ulteriori incertezze provengono dal rallentamento dell’economia cinese e dagli esiti della Brexit.

Nonostante il rallentamento del commercio internazionale l’analisi degli ultimi dati pubblicati dall’Istat evidenzia nel I trimestre 2019 un aumento tendenziale del +4,8% delle vendite nei settori a maggior concentrazione di MPI, crescita più che doppia rispetto al +1,9% del Manifatturiero e del +2,0% del totale export. I settori più dinamici sono la Pelletteria che sale del 9,9%, l’Alimentare (+6,3%), Occhialeria e gioielleria (+5,6%) e l’Abbigliamento (+5,0%). Il dato conferma il miglior andamento congiunturale registrato nei beni di consumo, raggruppamento in cui la quota di occupati nelle micro e piccole imprese è del 61%, maggiore del 52% della media del manifatturiero. Il settore Moda – che comprende i comparti di Tessile, Abbigliamento, Pelletteria, Gioielleria e occhialeria – sale del 5,8% ed è trainato dalla Pelletteria e dall’Abbigliamento, la cui crescita contribuisce rispettivamente del 58,8% e 28,8% alla dinamica positiva del settore. Dall’analisi territoriale, tra le maggiori regioni, si osserva un aumento sopra la media per la Toscana che cresce del 20,4%, seguita da Lazio (7,8%) e Puglia (6,0%); crescita più contenuta in Friuli-Venezia Giulia (4,3%), Emilia-Romagna (3,3%), Piemonte (3,2%), Abruzzo (3,1%) e Lombardia (3,0%), Veneto (2,4%), Umbria (1,8%) e Campania(1,4%); all’opposto la dinamica delle esportazioni ristagna (-0,2%) per il Trentino-Alto Adige mentre segna un calo nelle Marche (-3,1%).